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Giancarlo Spadaccini: Rime & Dolori

Parlano di tradizione, situazione sociale, voglia di libertà e delle difficoltà del vivere quotidiano i dodici brani proposti da Giancarlo Spadaccini nel suo incantevole Rime & Dolori.
Autore conosciuto anche all’estero (ha vinto con La nostra storia il Festival della Canzone Italiana d’Autore di Monaco di Baviera 2007), Spadaccini trova nella classica forma canzone il miglior modo d’esprimere i propri pensieri, ed è supportato da un ottimo compagno di ventura: il musicista Peppino Forte.
Una voce narrante, d’ispirazione gucciniana, che si poggia su un ricco assemblaggio armonico, curato nel dettaglio e che rilascia un suono compatto e caratteristico di un’Italia che va man mano sparendo. E’ la fisarmonica di Pino Borromeo ad essere l’elemento maggiormente caratterizzante di buona parte dell’album, un suono che rimanda alla memoria luoghi e storie di vita genuina, lontana dalle alterazioni metropolitane.
I pensieri di Spadaccini sono enfatizzati dagli archi, anch’essi arrangiati dall’ottimo Borromeo, dal violino solista di Luca Ciarla e da tutta una serie di tasselli che s’incastrano magnificamente su un mosaico sonoro che spazia dal classico (Tre Luci) al pop (Preghiera). Una tessitura musicale che sa essere fastosa (Alemao) ma anche esile e penetrante (Per voi). La band possiede le capacità necessarie per plasmare la materia sonora a proprio piacimento, senza bisogno di grosse alterazioni, muovendosi sullo spartito con destrezza e sicurezza d’ottimo livello.
Un buon esempio di come si possa fare ancora musica di qualità senza per forza guardare all’estero o a modelli troppo standardizzati. [R.P.]

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